
Fotografia fra flusso e ricordo a cura di Sandro Bini e Giulia Sgherri
“Memories / No Memories” il progetto fotografico a cura di Sandro Bini e Giulia Sgherri che si interroga sul possibile cambiamento di funzione sociale della fotografia introdotto dalla rivoluzione digitale e in particolare sul rapporto della fotografia con la nostra memoria, dopo aver invitato a confrontarsi sul tema ventisei fotografi, apre una Seconda Open Call rivolta a tutti gli autori interessati a confrontarsi sul tema. Tutti i 26 autori e tutti i lavori già presenti nel Progetto al link http://memoriesnomemories.tumblr.com/
Per questa Seconda Call “Collective moments” saranno privilegiati nella selezione finale i lavori fotografici che indagheranno visivamente e concettualmente temi e argomenti legati alla conservazione o alla perdita della nostra Memoria Collettiva.
Tutti i fotografi che vogliono partecipare alla selezione dovranno inviare entro il 31 Marzo 2017 via mail a memoriesnomemories@gmail.com tramite WeTransfer le loro fotografie, più la Scheda di Partecipazione/Liberatoria contenente un testo di presentazione del progetto e una breve nota biografica eventuali link a sito web, blog, pagina fb ecc. I Portoflio possono anche essere d’archivio e/o già pubblicati.
NB Sono esclusi dalla selezione i fotografi che sono già stati pubblicati nel Progetto.
Quota di partecipazione
La partecipazione alla Selezione prevede una quota di sottoscrizione di 10 Euro a titolo di Rimborso Spese di Segreteria. Pagamento tramite Paypal: memoriesnomemories@gmail.com
Queste le specifiche tecniche per l’invio dei mataeriali:
Cartella zip nominata nome+cognome contenente:
– Scheda di Partecipazione/Liberatoria compilata e firmata.
– min 8 max 16 foto file jpg 800 pixel lato lungo / numerati in ordine di sequenza (01,02 ecc)
I contributi dei nuovi autori selezionati saranno diffusi non appena saranno stati caricati sul sito “Memories / No Memories”. Partner del Progetto: Deaphoto e Clic.hè
CONCEPT DEL PROGETTO
Il cambiamento di funzione sociale della fotografia introdotto dalla rivoluzione digitale con l’avvento degli smartphone dotati di fotocamera e l’esplosione dei social, rischia di far perdere alla fotografia la tradizionale funzione di “specchio della memoria” e conservazione del ricordo.
La fotografia oggi negli usi sociali, familiari e quotidiani, si va velocemente trasformando da memoria/monumento a comunicazione/intrattenimento. L’assenza nel digitale di una matrice fisica delle immagini sembra favorire questa volatilità visuale e velocità di funzione e di utilizzo che diventa strumento di relazione in tempo reale. La testimonianza “in diretta” favorisce da un lato la democratizzazione dei soggetti e delle situazioni fotografiche dall’altro l’accumulo e la dispersione: una pratica compulsiva che rischia di debordare e farci addirittura perdere, secondo recenti studi scientifici, la capacità stessa di ricordare, nonché creare forme di vera e propria dipendenza da condivisione immediata.
Questo progetto vuole indaga, attraverso la pubblicazione di lavori fotografici in tema, da un lato le passate o le attuali capacità di memoria del fotografico: il suo farsi oggetto, feticcio, reliquia, testimonianza, strumento di sollecitazione della narrazione e del ricordo e di conservazione dell’esperienza. Dall’altro la sua sempre più forte e invadente capacità di divenire “schermo” visivo: antimemoria, oblio, flusso indistinto (onnipresente e atemporale), potenzialmente in grado di accecarci.
Per questa Seconda Call “Collective Moments”saranno privilegiati nella selezione finale i lavori fotografici che indagheranno visivamente e concettualmente temi e argomenti legati alla conservazione o alla perdita della nostra Memoria Collettiva.