Fotoprogetti 2017

Mostra degli Studenti del Corso di Progettazione Fotografica 2017-2018 a cura di Sandro Bini

L’esposizione presenta in Mostra le opere dei partecipanti al Corso di Progettazione Fotografica organizzato da Deaphoto nella stagione 2016-2017. L’esito espositivo finalizza quello didattico incentrato sullo sviluppo delle capacità progettuali, attraverso un progressivo affinamento di elaborazione visiva e lettura critica della realtà e delle immagini, la riflessione teorica sul medium e la stimolante conoscenza delle tendenze e degli autori della fotografia contemporanea. I percorsi progettuali, partiti dalla definizione personale dei temi della ricerca, sono proseguiti con la realizzazione e l’editing delle immagini, fino alla definizione delle procedure di installazione e valorizzazione espositiva e alla redazione dei testi di presentazione delle opere. Tutti i lavori presentati sono indicativi di alcune delle tendenze principali della fotografia contemporanea. Per la fotografia documentaria di analisi del territorio, Antonella Bonanno con i suoi Percorsi incrociati compie un interessante confronto visivo fra la Firenze turistica e quella delle periferie in trasformazione. Mentre la visione di Other side of Florence di Giampaolo Rock rappresenta una personale mappatura della città semideserta durante le prime ore del mattino. Le Chinoserie di Leonardo Stefani sono invece una collezione di reperti della vita vissuta nella Cinatown pratese, un modo interessante e originale di raccontare un complesso fenomeno urbano e sociale. Donato Sambuco con SR 206 compie un viaggio nella provincia italiana alla ricerca dei denominatori comuni di una uniformità sentimentale e percettiva che ne caratterizzano il mood e il paesaggio. Per la narrazione e il reportage Flavio Giovannini con Rami di famiglia racconta con uno sitle limpido ed efficace il rito familiare della raccolta delle olive: “un elogio alla natura e alla tradizione”. Sul versante di una verifica e di un gioco identitario condotto con spirito ironico e ludico di ispirazione pop possiamo collocare certamente sia My favoirite things di Simone Drago, che getta il suo sguardo curioso e divertito sui complessi rapporti che legano le ragazze ai loro oggetti più cari, che Estetici soggettivi di Daniela Caramelli, un interessante esperimento anatomico-visivo che gioca con la frammentazione del corpo e la soggettività stereotipata del giudizio estetico di alcuni suoi coetanei. Infine, per la ricerca poetica, intima e personale, se Sara Campaci con la sua Ricerca visuale sugli universali della memoria cerca di rintracciare visionariamente, nel proprio ambiente e nella propria storia, i germi di un universo immaginario, Sara Zuccon verifica, con un complesso e raffinato lavoro visivo, sospeso fra presente e passato, il recupero della propria Identità e della propria infanzia. Mauro Clemente con Sono dove non penso, penso dove non sono prende invece spunto dalla psicanalisi lacaniana per costruire “una metafora visiva di separazione dall’abitudine del quotidiano”, che sviluppa interessanti convergenze con la pratica dell’editing fotografico. Dalla impellente necessità di tradurre in immagini l’esperienza di una perdita nasce, infine, il delicato e poetico Boro di Tatiana Boretti , un percorso privato “fatto di un'umanità che non lascia scampo”.

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