Raffigurare se stessi significa riflettere sul rapporto tra il sé e il mondo. Quando il fotografo e il suo soggetto coincidono, si crea una sorta di corto circuito, un’anomalia del linguaggio. Nella cultura visuale contemporanea, è sempre più diffuso l’autoritratto: le foto scattate dai telefonini, le foto ricordo. Riflettere sull’autoritratto permette di scoprire territori inesplorati dell’agire fotografico e comprendere il meccanismo della percezione di sé attraverso la fotografia (Muriel Prandato)